Gianluca Froiio

Gianluca Froiio

Gianluca Froiio

Biografia
Gianluca Froiio nasce a Milano il 7 settembre del 1973. Fin dai primi anni di vita la sua fantasia accende in lui un’attrazione viscerale per i cartoni animati giapponesi.

“Disegni solo robot?!” Gianluca si è sentito ripetere questa domanda numerose volte dal padre, mentre con la matita tratteggiava le tanto amate sagome che gli permettevano di vivere in un mondo in cui,  si sa, i buoni vincono sempre.
Qualche anno più tardi si iscrive al liceo artistico statale di Brera di Milano e continua ad affinare la sua tecnica, potenziando quelle abilità e competenze che, integrandosi con il suo innato talento, lo condurranno alla creazione di opere uniche ed incredibilmente dettagliate.

Un’adolescenza tormentata spinge Gianluca a sviluppare un interesse maniacale per la struttura corporea. Studia la fisicità maschile e femminile nel dettaglio, incide la creta riproducendo in modo chirurgico ogni segmento della figura umana.
La ricerca spasmodica del dettaglio anatomico lo porta, qualche anno più tardi, all’incontro con il mondo dei super eroi dei fumetti. È amore a prima vista, al punto da celebrarli, da quel momento in poi, in ogni sua opera.

Nel 1997 un noto studio di animazione, per il quale lavorerà fino al 2003, propone all’artista una collaborazione. Gianluca dunque partecipa alla realizzazione di importanti serie televisive e lungometraggi cinematografici: “Lupo Alberto” tratto dal famoso fumetto di Silver, “Johan Padan a la descoverta de le Americhe” tratto dalla sceneggiatura di Dario Fo, “Corto Maltese” tratto dal fumetto di Hugo Pratt, “Opopomoz” prodotto dalla Cecchi Gori Tiger Cinematografica e diretto da Enzo Daló .

All’età di trent’anni abbandona tavolozza e pennelli per dedicarsi alle sculture di cartapesta. Il connubio tra vecchi fogli di giornale e colla vinilica gli permette di dare spessore ai suoi supereroi all’interno di uno spazio tridimensionale, arricchendoli così di espressività e movimento.  L’artista recentemente decide di dare un volto non più solo celebrativo ma anche umano alle sue sculture. La tridimensionalità delle figure incontra la tela dando vita ad opere che ritraggono le fragilità dei suoi supereroi. Le mani scivolano su corpi raccontati da sempre come intatti ed imperturbabili descrivendone dolori e paure, incidendo caducità ed eccessi, mescolandoli con quell’ essenza che rappresenta e rende unica la vita di ognuno di noi: l’imperfezione.
Per informazioni. info@artamica.org
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